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Inside the art – BANKSY


La quarantena di Banksy



Senza ombra di dubbio
Banksy è l’artista più irriverente e misterioso degli ultimi decenni.

Nasce a Bristol nel 1974, tra i maggiori esponenti della Street art è tutt’oggi ancora un enigma la sua identità.

Un artista che rende le sue opere manifesti di critica: alla politica, all’etica, alla società moderna, solo per citarne alcuni.

Chiunque di noi saprebbe riconoscerne le sue opere più famose dal “Balloon girl” comparso nell’est di Londra nel 2002, al “Flower Thrower” realizzato a Gerusalemme nel 2003.

Banksy crea un’arte accessibile a tutti su facciate di case, sul muro di confine tra Cisgiordania ed Israele; prestando  attenzione a non deturpare edifici storici, come a Venezia, rispettando i beni culturali ha dato vita ad un murales nella notte dell’8 maggio 2019, nella settimana di inaugurazione della Biennale d’arte.

L’opera Veneziana “Il bambino profugo nel vento”, uno stencil da muro a spray, rappresenta un bambino naufrago che con i piedi sfiora leggermente l’acqua, indossando un giubbotto di salvataggio e con in mano un razzo segnaletico che emana un denso fumo rosa.

Il tema è ovviamente l’immigrazione, una critica dell’autore nei confronti della crisi geopolitica e alla questione porti chiusi in Italia.

L’opera italiana che è stata sommersa lo scorso novembre a causa dell’acqua alta, è fortunatamente rimasta completamente intatta; Banksy ha riportato l’immagine sul proprio profilo Instagram, sottolineandone la resilienza  dell’arte ai cambiamenti climatici causati dall’uomo stesso.

In questo momento storico che tutto il mondo sta vivendo Banksy non si è tirato indietro e se prima ha voluto dimostrare la sua vicinanza ai milioni di britannici costretti a vivere in isolamento; a discapito della felicità della moglie, ha trasformato il loro intero bagno in un graffito, con nove topini (tra i suoi soggetti più ricorrenti) che scappano, creano qualsiasi tipo di disastro e contano i giorni trascorsi come in una prigione. 

In questi ultimi giorni lo Street artist misterioso ha omaggiato il personale sanitario impegnato giornalmente nella lotta contro il Coronavirus donando la sua opera più recente, “Game Changer”, all’ospedale di Southampton.

Il disegno rappresenta un bambino che sceglie da una cesta piena di supereroi quali Batman e Spiderman quello con le sembianze di un’infermiera con mascherina, mantello e braccio teso come se fosse pronta a volare. 

In Italia, a Ferrara, Palazzo Diamanti ha riaperto con la grande la mostra “Un artista chiamato Banksy”  dedicata all’artista che sarà aperta al pubblico da maggio a settembre. Questa esposizione è una grande novità, in quanto sarà portato un artista contemporaneo a differenza del passato in cui erano state esposte le opere di artisti dell’Ottocento e Novecento.

Sarà l’ultima esposizione prima della chiusura per ristrutturazione di Palazzo Diamanti e noi non vediamo l’ora di vederla!!!

Per consultare orari e giorni di apertura: http://www.palazzodiamanti.it/1737/un-artista-chiamato-banksy

M.C – Appassionata d’arte – per Ousia 

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